Jim Shooter: il ragazzo prodigio che ha cambiato per sempre la Marvel

Jim Shooter, genio e tiranno: a 14 anni scriveva per la DC, a 18 veniva assunto da Stan Lee.

7/5/20251 min read

Jim Shooter è stato uno dei nomi più influenti della storia del fumetto americano. A soli 14 anni scriveva per la DC Comics; a 18 riuscì a farsi assumere da Stan Lee alla Marvel con una disarmante sicurezza: “So perché i fumetti della DC sono brutti, e posso spiegartelo.”

Nel 1978, con Stan Lee ormai spostato a Los Angeles, Shooter diventa Editor-in-Chief della Marvel. È un periodo difficile per l’azienda, ma grazie al suo pugno di ferro e alla sua visione editoriale, riesce a riportare ordine e a rilanciare la “Casa delle Idee”.

Shooter impone regole ferree:

  • Ogni albo deve uscire puntualmente: vietate ristampe, al massimo storie riempitive.

  • Continuità rigorosa tra tutte le testate: se nevica su Thor, deve nevicare anche su Spider-Man.

  • Cancellazione delle serie sotto le 100.000 copie (a meno che non siano artisticamente valide).

Sotto la sua direzione nascono capolavori:

  • Gli X-Men di Chris Claremont

  • Il Daredevil di Frank Miller

  • I Fantastici Quattro di John Byrne

  • Il Thor di Walt Simonson

  • E l’iconico crossover Secret Wars (1984), scritto da lui stesso, che introduce tra l'altro il costume nero di Spider-Man, preludio alla nascita di Venom.

La sua carriera in Marvel si conclude nel 1987, dopo conflitti con artisti di forte personalità come John Byrne e Frank Miller. Ma anche dopo il licenziamento, Shooter resta attivo: fonda la Valiant Comics, che negli anni '90 diventa una delle realtà indipendenti più forti, prima di venire estromesso anche da lì.

Visionario, talvolta tirannico, sempre lucido: Jim Shooter ha costruito pezzi fondamentali del fumetto moderno. La Marvel di oggi deve molto a quel ragazzo che, a 14 anni, scriveva storie migliori di molti adulti